Eugenio Pigato
Con una passione travolgente per la natura, la fotografia è entrata nella sua vita quasi per caso negli anni '80. Il suo primo amore? Una Chinon CE-4 analogica, una fotocamera amatoriale senza pretese, ma estremamente pratica. Dopo una lunga pausa negli anni '90, nel 2000, la sua rinascita avviene con il digitale, grazie a una Canon EOS 400D e a un incontro che cambierà tutto: la Palude di Brabbia. Qui scatta l'amore definitivo per la fotografia, un connubio perfetto con la sua passione per la natura. Inizia a catturare l'invisibile, documentando gli ambienti selvatici della provincia di Varese, congelando nei suoi scatti quei dettagli che spesso sfuggono all'occhio distratto. L'attrezzatura professionale e gli obiettivi specifici per la fauna diventano indispensabili.
Così prosegue, esplorando nuovi sguardi e sfumature, sempre pronto a cogliere ogni opportunità fotografica, anche attraverso l'eleganza del bianco e nero. "La fotografia è il mio modo di raccontare la bellezza nascosta del nostro territorio".
Così prosegue, esplorando nuovi sguardi e sfumature, sempre pronto a cogliere ogni opportunità fotografica, anche attraverso l'eleganza del bianco e nero. "La fotografia è il mio modo di raccontare la bellezza nascosta del nostro territorio".